Intolleranza al lattosio: sintomi e test. Cosa mangiare?

Proviamo a chiarire di cosa si tratta, come scoprirla e quali sono gli alimenti adatti o da eliminare.
07.09.2016

L’intolleranza al lattosio colpisce una grande quantità di persone e si sta diffondendo sempre più. Ma perché si verifica?

Tutto deriva da una deficienza dell’enzima lattasi in grado di scindere il lattosio, il principale zucchero del latte (latte di mucca, di capra, di asina oltre che latte materno), in glucosio e galattosio.

La conseguenza è un accumulo nell’intestino che fatto fermentare dalla flora batterica causa disturbi quali diarrea, gas, gonfiore, crampi addominali, nausea e vomito, eruzioni cutanee, stanchezza ed emicrania.

Queste manifestazione più o meno acute sono i campanelli d’allarme di un’intolleranza che va poi confermata con un test.

  • Esame del sangue: ci si sottopone due ore dopo aver ingerito del lattosio per misurare la quantità di glucosio nel sangue. Se non aumenta l'organismo non assorbe correttamente l'alimento.
  • Breath test:  si assume molto lattosio per poi misurare la concentrazione di idrogeno presente nell'aria espirata. Questo perché la fermentazione dello zucchero nel colon produce idrogeno e quindi l'organismo non digerisce correttamente il lattosio.
  • Acidità delle feci: per chi non riesce a fare gli altri test come nel caso dei neonati. Nel campione di feci si esamina la presenza di acido lattico e altri acidi prodotti dalla fermentazione del lattosio non digerito.
  • Vega test: rientra nella naturopatia e basandosi sulla fisica quantistica, non è riconosciuto dalla medicina tradizionale, ma è un altro metodo per identificare reazioni avverse ai cibi.

In caso di intolleranza l’unica cura possibile consiste nell’eliminazione o nella riduzione del lattosio dalla dieta. Ogni soggetto intollerante ha infatti una soglia di fastidio personale che deve riconoscere facendo un po’ di prove in modo da capire quanto lattosio riesce a tollerare per evitare di toglierlo radicalmente.

Eliminare il lattosio dalla dieta, infatti,  è veramente difficile in quanto è presente in moltissimi cibi e non solo nel latte.

Lo troviamo nello yogurt, nella panna, nel burro, nei fiocchi di latte, nella mozzarella, nella ricotta e in piccola parte cipolle, nei broccoli, nelle uova, nelle pere ed è anche un additivo presente in alcuni insaccati, nei farmaci e negli integratori alimentari.

Le persone con bassissima tolleranza dovrebbero stare attenti anche alle tracce di lattosio che si trovano nelle preparazioni commerciali come: pane e altri prodotti da forno, purea di patate istantanea, margarina, caramelle e altri spuntini e altro ancora.

Se si elimina il lattosio è importante integrare il calcio mangiando formaggi a basso contenuto di lattosio , veri e propri integratori o legumi, pesce, noci e alcuni ortaggi verdi che lo contengono anche se in piccole quantità.

Si stanno diffondendo sempre più prodotti disponibili in commercio che non contengono lattosio.

Ma ora vediamo più nello specifico quali sono i cibi che le persone intolleranti al lattosio non dovrebbero mangiare e al contrario quelli che invece hanno il via libera.

Insaccati: il prosciutto cotto tra gli insaccati è il prodotto con maggior contenuto di lattosio utilizzato per la conservazione, ma insieme ad esso va ridotto il consumo di salame, tacchino, mortadella e carne di maiale in genere. Meglio scegliere il prosciutto crudo, bresaola, pancetta e speck.

Latticini: ovviamente si deve evitare il latte, anche quello di capra e di pecora. Ne esistono alcuni tipi senza lattosio che però ne contengono una minima quantità, quindi per chi soffre molto l’intolleranza è preferibile scegliere il latte vegetale, di soia, di riso o di mandorle anche per la preparazione di dolci. Per quanto riguarda i formaggi, questi più sono freschi più contengono lattosio. Esistono anche in questo caso alternative senza lattosio. I formaggi con stagionatura dai 30 mesi in su invece non contengono il lattosio.

Dolci: niente colazione con brioches perché contengono troppo burro e insieme a panna e latte servono costituiscono quasi tutti i prodotti da pasticceria.  Si può invece optare per dolci fatti in casa con latte vegetale e margarina o olio.

Pane: né la pasta né il pane contengono lattosio, ma meglio preferire quelli di farine alternative come quella di farro o di riso o integrali.

Gelato: il gelato alla frutta normalmente è preparato con l’acqua, sono invece bandite le creme.

Brodo: quello fatto in casa va bene, il dado granulare invece contiene lattosio.

(Questo articolo è il risultato di varie ricerche nel web e va inteso come informativo, ma non assoluto. Si consiglia di parlare con il proprio medico o con un nutrizionista per trovare la dieta adatta).

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Karen Pozzi

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