Carenza di iodio e disfunzione tiroidea

Lo iodio è un elemento presente in tracce nell'organismo, ma molto importante per il mantenimento della salute e soprattutto della funzionalità della tiroide.

25.04.2020

CARENZA DI IODIO E DISFUNZIONE TIROIDEA

La carenza di iodio a livello mondiale interessa una fascia importante inclusa una fascia non trascurabile di italiani. A livello globale circa 2 miliardi di persone soffrano di carenze iodiche di cui un terzo in età scolare.

Lo iodio è parte integrante degli ormoni tiroidei e quindi è un importante fattore implicato nello sviluppo di ipotiroidismo (tiroide ipoattiva) e ipertiroidismo (tiroide iperattiva). Con una quantità di iodio insufficiente possono svilupparsi ipotiroidismo, cretinismo e altri disturbi da carenza di iodio. Al contrario, un’eccessiva assunzione di iodio può condurre a ipertiroidismo.

A cosa serve lo iodio nel nostro organismo

Iodio e la tiroide

La funzione della tiroide è regolata dall'ormone TSH, che aumenta l'assorbimento di iodio da parte della tiroide, utile a stimolare la sintesi degli ormoni tiroidei. Garantirsi un corretto apporto di iodio evita carenze che inducono la tiroide a ingrossarsi nel tentativo di assorbire questo elemento.

Iodio e la salute mentale

Lo iodio è importante per lo sviluppo del cervello, anche lievi carenze di iodio se non trattate possano portare a deficit intellettivi minori.

Iodio per la gravidanza

Una grave carenza di iodio durante lo sviluppo del feto e del neonato porta a danni irreversibili del cervello e del sistema nervoso centrale, di conseguenza ad un ritardo mentale permanente.

Dosi giornaliere di iodio raccomandate

La dose giornaliera di iodio raccomandata a un adulto è pari a 150 microgrammi (valore di riferimento europeo). Il fabbisogno varia però a seconda dell'età ed è più elevato nelle donne in gravidanza e durante l'allattamento, quando raggiunge i 220-290 microgrammi al giorno. Sintomi e rischi della carenza di iodio

Sintomi e rischi della carenza di iodio

Sintomi della carenza di iodio

Lo iodio non può essere prodotto dal corpo stesso e pertanto deve essere introdotto con l’alimentazione. Se questo non avviene, il corpo cerca di equilibrare la carenza prima di tutto con l’ingrossamento e la proliferazione delle cellule tiroidee.

In caso di perdurante carenza di iodio, la tiroide cresce così tanto che l’ingrossamento della tiroide provoca la formazione del cosiddetto «gozzo», visibile anche esternamente. Il gozzo tuttavia non costituisce solo un problema di visibilità esterna, ma se continua a crescere può provocare anche difficoltà respiratorie e di deglutizione. Se non si agisce per tempo e il gozzo rimane a lungo, il tessuto tiroideo comincia a mutare e si ha la formazione di noduli. Nei cosiddetti noduli freddi le cellule bloccano la produzione di ormoni. Nei noduli caldi o autonomi si raccolgono altre cellule tiroidee attive. Indipendentemente dall’effettivo fabbisogno di ormoni, il nodulo autonomo può pertanto causare l’ipertiroidismo.

Sintomi di ipertiroidismo sono per esempio:

  • Perdita di peso

  • Irrequietezza

  • Battito accelerato

  • Diarrea

  • Aumento della sudorazione

Si parla invece di ipotiroidismo quando nonostante l’ingrossamento della tiroide non vengono prodotti ormoni in quantità sufficiente. L’ipotiroidismo può compromettere la salute fisica e mentale della persona colpita.

Sintomi di ipotiroidismo sono:

  • Una maggiore suscettibilità alle infezioni

  • Alterazione di pelle e capelli

  • Costipazione

Un’assunzione sufficiente di iodio è fondamentale soprattutto per i bambini, i giovani e le donne in gravidanza. Una carenza di ormoni tiroidei può infatti compromettere nei neonati e nei bebè lo sviluppo del cervello, del sistema scheletrico e la loro crescita. Tra i giovani una carenza di ormoni tiroidei può provocare disturbi nello sviluppo cerebrale e un’alterazione strutturale della tiroide.

Tra le donne in gravidanza sussiste il rischio che la carenza di ormoni tiroidei ovvero di un insufficiente apporto di iodio compromettano per esempio lo sviluppo del feto. Tra gli adulti la carenza di iodio può incidere negativamente su produttività mentale, circolazione e fertilità. Anche il metabolismo e il consumo dei grassi possono risentire di una carenza di iodio.

Quali conseguenze può determinare una carenza di iodio?

Lo iodio non può essere prodotto dal corpo e deve essere pertanto assunto attraverso l’alimentazione. La causa della carenza di iodio può essere pertanto un’alimentazione povera di iodio. Per prevenire nel lungo periodo una carenza di iodio, si consiglia perciò di consumare alimenti contenenti questo oligoelemento. Anche un maggiore fabbisogno può essere la causa di una carenza di iodio. A seconda dell’età, della crescita, del consumo di calorie o di particolari necessità del metabolismo, per esempio durante una gravidanza o l’allattamento, il corpo può avere un diverso fabbisogno di iodio. Oltre all’insufficiente apporto, anche un disturbo dell’elaborazione dello iodio può provocare una carenza.

La carenza di iodio ha diversi effetti negativi sulla crescita e sullo sviluppo, ed è il principale fattore di rischio modificabile per il ritardo mentale.

Durante la gestazione la carenza di iodio può causare aborti e aumentare per il nascituro il rischio di sviluppare cretinismo, spasticità motorie, sordità, ritardi nello sviluppo fisico e sessuale e aumento del rischio di sindrome da deficit di attenzione/iperattività.

Nei bambini lievi carenze possono ridurre il quoziente di intelligenza. Negli adulti una carenza di iodio può sfociare in un ipotiroidismo spesso associato a gozzo. La carenza cronica di iodio può comportare l’aumento del rischio di sviluppare il cancro follicolare alla tiroide.Cibi ricchi di iodio

Cibi ricchi di iodio

La fonte alimentare principale di iodio è il pesce. Anche le alghe ne contengono buone quantità. In altri alimenti è presente in dosi molto variabili. Si può ad esempio trovare nel latte, nelle uova, nella carne e nei cereali. Anche frutta e verdura possono contenerne, ma in quantità che dipendono molto dalla presenza di iodio nel terreno su cui sono cresciute, dall'uso di fertilizzanti e dalle pratiche di irrigazione.
Tale variabilità fa sì che i quantitativi di iodio assunti spesso non siano sufficienti a soddisfare i fabbisogni dell'organismo. Per questo sia il Ministero della Salute che l'Organizzazione Mondiale della Sanità consigliano di prevenire le carenze utilizzando sale iodato al posto del comune sale da cucina.Vitamine ed integratori per la deficienza iodica

Vitamine ed integratori per la deficienza iodica

L-TYROSINE di BioTechUSA:

La tirosina non è un aminoacido essenziale, quindi il nostro corpo è in grado di produrlo da sé ma in piccole quantità partendo dalla fenilalanina. È presente naturalmente nella banana, nell'avocado e in molti cibi proteici come carne, latticini e uova.

Per produrre la tiroxina il nostro corpo ha bisogno di iodio, infatti questo ormone ne contiene il 65%, per questo motivo nelle aree geografiche con livelli di assunzione di iodio più basse le patologie tiroidee sono più comuni. I prodotti con tirosina sono anche indicati in caso di ipotiroidismo e, in particolare se questa molecola si trova associata allo iodio, possono essere efficaci nel trattamento dei sintomi.

Per chi non può consumare iodio, ma presenta comunque delle carenze può integrare con Vitamine del gruppo B, Selenio, Zinc+Chelate e Vitamin D3.

Le patologie tiroidee da carenza di iodio, in primo luogo il gozzo che rappresenta la forma più diffusa a livello mondiale, sono potenzialmente prevenibili incrementando l'introduzione di iodio per via alimentare. Il sale iodato rappresenta, per le sue caratteristiche di economicità e di largo impiego, il mezzo più idoneo per raggiungere tale scopo. Condizione imprescindibile, tuttavia, è che vengano attuate campagne informative adeguate per accrescere la consapevolezza della popolazione sulla sua utilità e sulle modalità di corretto utilizzo, soprattutto laddove questo risulta sub-ottimale. In Italia le precedenti esperienze condotte in questo senso dal Ministero della Salute non hanno sortito effetti uniformi sul territorio nazionale e si è stimato che solo una minoranza della popolazione italiana acquista sale iodato (3% delle vendite totali di sale). Dove sono state investite risorse adeguate (es. provincia di Bolzano in Italia e, all'estero, Austria e Svizzera), la iodoprofilassi volontaria ha portato ad un'effettiva diminuzione dei casi di gozzo.
E' auspicabile un maggior utilizzo di sale iodato da parte dell'industria alimentare: solo in questo modo, infatti, è possibile garantire una sufficiente assunzione di iodio da parte della popolazione italiana.

Galia Iordanova


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